"ECOSTAR S"
(sistema di aspirazione-trattamento acque di sentina e/o acque nere)

'ECOSTAR': Il sistema di aspirazione–trattamento delle acque di sentina messo a punto da SISTEMA IMPIANTI SRL nasce per risolvere in maniera economica, pratica, efficiente gli obblighi imposti ai marina dalla nuova normativa comunitaria in materia di scarichi da imbarcazioni da diporto (Dir. 2000/59/CEE del 27 nov. 2000, convenzione di MARPOL 73/78).

Infatti questa macchina consente di aspirare tramite una manichetta flessibile le acque presenti nelle sentine delle imbarcazioni da diporto.

Queste acque vengono poi trattate provvedendo a separare gli oli dall’acqua, i primi sono raccolti in taniche da 25 lt cadauna, mentre l’acqua trattata può essere scaricata in scarichi fognari, in acque superficiali, o utilizzata per altri scopi come ad esempio l’irrigazione delle aiuole etc. (il quantitativo massimo presente non supera le 5 parti per milione come da normativa ed è certificato).

La stazione è in grado di aspirare, con l’aggiunta dell’apposita manichetta, le acque nere presenti nelle casse di raccolta delle imbarcazioni per poi inviarle in fognatura o inoltrarle per il trattamento.

 





 

stazione di aspirazione-trattamento acque di sentina con eventuali acque nere

  • Dimensioni: ARMADIO IN AISI316 1700X1200X2300
  • Peso: 850KG
  • Serbatorio di raccolta in depressione in Acciaio INOX
  • Pompa del vuoto in bagno d’olio
  • Potenza pompa: 4 kW
  • Portata aria aspirata a .5 bar assoluti: 120 m³/h
  • Unita’ di separazione acqua olio
  • Potenza pompa: 2,5 kW
  • Portata di acque da trattare: 250 lt/h
  • Sistema ele analisi acque in uscita
  • Massima qantità di olio in acqua in uscita: 5/1.000.000
  • Quadro elettrico generale: IP75
  • Valvole d’intercetto e/o a tre vie: in PVC PN10

opzionali

  • Avvolgitore automatico manichetta
  • Manichetta asp in gomma rinforzata DN20 PN10
  • Raccolta di acque nere con:
  • Serbatoio a 2 stadi
  • Pompa di trasferta ad immersione nel secondo stadio (Kw2,4)

stazione di aspirazione di sole acque nere

  • Dimensioni: ARMADIO IN AISI316 1700X1200X2300
  • Peso: 700KG
  • Serbatorio di raccolta in depressione in Acciaio INOX
  • Pompa del vuoto in bagno d’olio
  • Potenza pompa: 4 kW
  • Portata aria aspirata a .5 bar assoluti: 120 m³/h
  • Quadro elettrico generale: IP75
  • Valvole d’intercetto e/o a tre vie: in PVC PN10
  • Pompa di trasferta ad immersione nel secondo stadio (Kw2,4)
Ecostar S
Terminale Ecostar
Terminale Ecostar
Ecostar S

 

DIRETTIVA 2000/59/CEE DEL 27.11.2000


In data 28.12.2000 è entrata in vigore la Direttiva 2000/59/CEE del 27.11.2000, relativa agli impianti portuali di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi, dai pescherecci e dalle unità da diporto, e i residui del carico, di cui ne è prevista attuazione da parte di tutti gli Stati membri entro i termini prescritti al 28.12.2002.

In particolare, la gestione di tali rifiuti comprende anche le acque reflue e i residui diversi da quelli del carico (di cui agli Annessi I, IV e V della Convenzione MARPOL 73/78), ivi compresi i resti di qualsiasi materiale che costituisce il carico contenuto a bordo della nave, nella stiva o in cisterna, e che permane al termine delle operazioni di scarico o di pulizia, nonché le eccedenze di carico - scarico e le fuoriuscite.

L'obbligo di garantire la disponibilità di adeguati impianti portuali di raccolta lascia agli Stati membri un'ampia libertà quanto all'organizzazione migliore per la raccolta dei rifiuti e consente loro di prevedere impianti fissi di raccolta, oppure di designare prestatori di servizi incaricati di fornire ai porti unità mobili per la raccolta dei rifiuti quando necessario; peraltro tale obbligo comporta anche quello di fornire tutti i servizi e di adottare le altre disposizioni necessarie per l'uso corretto e adeguato degli impianti in questione. Ne consegue che nella fase di ratifica ed esecuzione della Direttiva tale facoltà, in estrema sintesi, potrà trovare due differenti soluzioni: quella di realizzare degli impianti, ovvero quella di organizzare dei servizi; naturalmente ferma restando l'eventuale contemporaneità degli interventi.

Ciò posto, attese le specifiche competenze assegnate al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, per quanto concerne la politica di indirizzo, e quelle assegnate al Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti, in merito alla vigilanza e alla regolazione delle attività e dei servizi portuali, appare evidente che, se da una parte dovrà provvedersi all'idoneità degli impianti, all'elaborazione dei piani di raccolta e ai programmi di smaltimento, dall'altra dovrà provvedersi alla fornitura dei servizi richiesti; il tutto "tenendo conto delle esigenze operative degli utenti dello scalo" e "senza causare ritardi ingiustificati alle navi", così come raccomanda la stessa Direttiva.

E' necessario, quindi, che tutte le Istituzioni interessate assicurino la massima partecipazione, con particolare riferimento ai suddetti Dicasteri cui è assegnato il coordinamento generale, affinché si pervenga ancor prima della scadenza indicata alla soluzione più spedita e funzionale che, nella fattispecie, risulterebbe da ricercarsi nell'istituzione dei relativi servizi, opportunamente regolati, individuando gli idonei prestatori per la raccolta e per il successivo conferimento a smaltimento dei suddetti rifiuti.

Questa soluzione, oltreché spedita e funzionale, risulterebbe altresì più aderente ai principi filosofici sanciti dallo stesso strumento giuridico, sia in termini di ottimizzazione delle risorse che di economia dell'impresa, con evidenti vantaggi sul regime tariffario a carico delle navi che dovrebbe incentivarne il conferimento nei porti anziché lo scarico in mare.

E' necessario quindi garantire e migliorare la disponibilità e l'utilizzo degli impianti di raccolta a terra che devono risultare adeguati sia in termini di rispondenza che di consistenza e razionale dislocazione, incentivando il conferimento dei rifiuti, liquidi e solidi, nei porti anziché lo scarico in mare, migliorando altresì il regime coercitivo.

Per la prima volta il naviglio da diporto viene coinvolto interamente e direttamente in questo tema, sebbene già con la direttiva 94/25/CE (in materia di progettazione, costruzione e immissione in commercio di unità da diporto - ratificata dall'Italia con D.L.vo 14.8.1996, n. 436) fossero state introdotte precise prescrizioni per le unità di nuova costruzione circa la prevenzione degli scarichi in mare di sostanze riconducibili all'Annesso IV della Convenzione MARPOL 73/78, tramite la realizzazione di apposite casse strutturali in grado di raccogliere e conferire a terra dette sostanze. Evidentemente, alla luce dei nuovi dispositivi, anche per le unità di costruzione antecedente la richiamata direttiva, dovrà provvedersi alle misure richieste, fermo restando il divieto assoluto di scarico nelle aree di particolare sensibilità e nei porti, ivi comprese le marine.

Il tutto in aderenza ai principi richiamati in tema di tutela e difesa del mare.

 

per informazioni:
SISTEMA IMPIANTI S.r.l.

VIA SUTTER 29 44044 CASSANA (FE) - telefono e fax 0532/731965
info@sistemaimpianti.com